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Come comportarsi sui social quando ci si lascia

Come comportarsi sui social quando ci si lascia

  • Un tempo si usciva per comprare le sigarette e non si tornava più a casa. Ma nell'era del "sempre connessi" far sparire le proprie tracce è diventato molto più difficile. E non è detto che sia quello che vogliamo.

Un tempo si usciva per “comprare le sigarette” e non si tornava più a casa ma oggi, nella nostra società iperconnessa e ipercomplessa, lasciarsi passa anche attraverso il non lasciare tracce della propria identità digitale. Ma esiste un galateo sui social che stabilisca come comportarsi con i propri ex sui social?


Quando la mia ultima relazione è finita, il dolore della rottura non è l’unica cosa che ho dovuto affrontare. Per prima cosa ho abbandonato tutti i gruppi Whatsapp di cui facevamo parte in comune per rimarcare che no, non volevo avere più contatti con lui.

Era chiaro che dentro di me avrei desiderato che lui superasse questa barriera ritornando sui suoi passi e mi scrivesse in privato, ma di certo non avrei voluto sapere quanto si divertiva senza di me dandosi appuntamenti con i suoi amici nei nostri “spazi” digitali comuni.

Photo by Becca Tapert on Unsplash

Mi sono poi assicurata di non seguire più nessuno dei suoi amici sui social. Eh sì, perché se in passato le opzioni erano restiamo amici o ci cancelliamo per sempre, ora si può scegliere tra una miriade di soluzioni: siamo amici ma non ti seguo, non siamo amici ma continuo a controllare quello che pubblicano i tuoi amici (e magari dove sei taggato), non siamo amici ma i miei amici lo sono e mi dicono quello che fai.

E che dire degli eventi a cui si partecipa? Anche se non esplicitamente credo che io e il mio ex stiamo seguendo una sorta di netiquette per cui se io spunto “partecipo” a un evento (sia chiaro sto parlando proprio di partecipo e non soltanto di un flebile mi interessa), lui possa vederlo e decidere di non palesarsi lasciandoci reciprocamente campo libero. Già, perché la subdola vita sui social è anche questo.

Comunicare con post strappalacrime la nostra sofferenza o con interventi incazzati la nostra rabbia, sperando che il topo esca dalla sua tana facendosi vivo.

Tutto questo non basta, e ovviamente anche io mi sono adeguata assecondando l’uso di questi biechi tranelli social: su Instagram ho continuato a seguire il profilo del mio ex silenziando, però, i suoi post e le sue stories. Ma erano comunque i miei amici a dirmi quello che accadeva nella sua vita provocandomi, ogni volta rabbia e tuffi al cuore a rischio infarto.

E ogni volta mi chiedevo se lo avesse pubblicato per farmi in qualche modo sapere di come andava avanti la sua vita, quanto era triste o quanto stava andando, dolorosamente avanti.

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Cosa mi ha insegnato tutto questo?

Ho la sensazione che quando ci si lascia i social diventino un po’ come un luogo in cui lasciare le briciole della favola di Pollicino.

Piccoli pezzi disseminati sul nostro percorso web nella speranza che qualcuno li veda. In fondo, ormai si comunica anche quando non lo si vuole. Si comunica anche indirettamente rendendo il lasciarsi un’agonia, uno slalom tra stories di amici dell’ex che ci siamo dimenticati di smettere di seguire e che il nostro feed ci mostra quando ormai pensavamo di aver superato la rottura per ricordarci quanto ci siamo ancora dentro.

E quando pensi che il peggio sia passato e ti concedi una doccia calda, magari con un bicchiere di vino alla mano, apri Spotify e ricordi quando quella musica la si ascoltava insieme. E sì, perché se hai fatto l’esperienza di vivere insieme ti toccherà fare i conti con la rieducazione del tuo account Spotify, per far capire alla tua amata app che quelle canzoni non eri davvero tu ad ascoltarle ma, ahimè, il tuo ormai ex.

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