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Come gestire la fine di una relazione come una crisi di brand reputation

Come gestire la fine di una relazione come una crisi di brand reputation

Qualche giorno fa stavo chiacchierando con un collega che, inaspettatamente, mi ha chiesto come fosse finita la mia ultima relazione: “è finita male?”. “Malissimo” ho risposto senza esitare e senza pensare troppo alle parole che stavano uscendo dalla mia bocca.

Spinta dal desiderio di sfogarmi ho iniziato a raccontare di come fosse stato doloroso affrontare il fatto che il mio ex si fosse letteralmente dileguato al punto di dover riportare al mittente i suoi effetti personali.

Al di là della mia abilità nel riconsegnare i vestiti al mittente meglio del più puntuale “ufficio resi entro 30 giorni” di Zalando, di recente ho iniziato a pensare al fatto che la fine di una relazione richieda molto di più che uno sforzo emotivo.
Mentre parlavo con il mio collega mi rendevo piano piano conto di quello che poteva pensare di me, del suo giudizio, del fatto che la mia storia fosse tanto assurda da poter credere che mi stessi inventando tutto.


E che dire di ciò che il mio ex poteva avere detto di me?

Chissà come aveva potuto giustificare il suo comportamento ignobile con le persone con cui non potevo ribattere e a cui esporre la mia versione dei fatti.

E’ inutile negarlo: da sempre c’è chi, quando una relazione finisce male, per dare un senso alla propria scorrettezza, ai propri tradimenti o semplicemente alla propria irrazionalità, scarica la colpa sull’ex partner; “non mi lasciava vivere”, “aveva un caratteraccio”, scatenando una fuga di notizie personali e senza che l’altro abbia la possibilità di ribattere.

Proprio per questo penso che, a volte, la fine di una relazione andrebbe gestita come si gestisce una crisi online, con l’ascolto, il monitoraggio e le smentite. Con la differenza che tra ex nessuno può fare un comunicato stampa di rettifica o un post di scuse.

Photo by Rostislav Artov on Unsplash

Nessuno può difendersi dalle accuse diffamatorie degli ex perché in amore e nei sentimenti non esistono fatti o verità assolute ma soltanto percezioni e fatti più o meno giusti secondo le nostre sensazioni.

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E così quelle voci diffuse tra i conoscenti e gli amici comuni rimangono macigni.
Restano come i commenti populisti sui gruppi di Facebook con la differenza che non c’è alcun super admin che possa moderare quelle insensate conversazioni.

Ma se la fuga di notizie tendenziose sugli ex non può essere gestita in modo analitico cosa resta come difesa a noi lasciati?

Forse soltanto il silenzio, la non replica. Del resto non vorremmo mai dare ai nostri ex la soddisfazione di far parlare di loro e il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi è alimentare l’oblio per chi ci ha senza riguardi spezzato il cuore.

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