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Come sopravvivere alla fine di una relazione con la meditazione

Come sopravvivere alla fine di una relazione con la meditazione

Mentre sto scrivendo questo articolo, è trascorso ormai qualche mese dalla fine estremamente violenta di una relazione che ho vissuto. Ho impiegato diverso tempo prima di poterne parlare senza rabbia e prima di poterle attribuire l’aggettivo di violenta. Tuttavia credo che non esista definizione più calzante per descrivere il momento in cui la persona con cui vivevi insieme, decide di uscire dalla tua vita dalla porta di casa rendendosi irreperibile a qualunque contatto; dieci anni fa si sarebbe chiamata “esco a comprare le sigarette e non torno più”, all’epoca dei social media viene definita ghosting.

Per fortuna, praticando yoga, ho imparato sulla mia pelle che ogni situazione che viviamo è lì per insegnarci qualcosa, soprattutto quando quel qualcosa ci fa male e ci ferisce.
Personalmente ho deciso di trasformare l’evento traumatico che ho vissuto in uno strumento per aiutare altre persone a “sopravvivere” alle fasi di maggiore difficoltà di una rottura e a “guarire” in modo più rapido.


Nei prossimi paragrafi ho deciso di raccontarti come la meditazione mi ha aiutata ad affrontare e ad attraversare i momenti di maggiore crisi e a rendere le sensazioni negative sempre più definite, più piccole e quindi più “vivibili”.

Ogni caso è ovviamente differente ma simili possono essere le difficoltà che riscontrerai di fronte a un momento così delicato di cambiamento. Sappi inoltre che quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno sperimentato questo così grande dolore e quindi la buona notizia è che non sei sol*! Sei pront*?

Ecco i miei consigli utili per sopravvivere alla fine di una relazione amorosa!

Pratica esercizi di respirazione prima di addormentarti

Se normalmente pregustiamo la sensazione delle coperte che ci avvolge, dopo una rottura il momento in cui si va a dormire può diventare un vero incubo. La notte ci mette in contatto con noi stessi, le nostre paure e il senso di mancanza che sviluppiamo soprattutto dopo una convivenza. Per avvicinarci al momento dell’addormentamento in modo più rilassato possiamo innanzitutto
aiutarci con una tisana calda o, nei casi più critici, con qualche goccia di valeriana e passiflora mal’aiuto più significativo può derivare da utili esercizi di respirazione.
Quella quadrata, ad esempio, si è rivelata per me fondamentale.

Praticarla è semplice: mentre sei sdraiat* inspira contando fino a 5, trattieni il respiro per 5, espira contando fino a 5 e trattieni nuovamente il respiro per 5.
In caso di ansia o agitazione, la ciclicità di questo esercizio, è in grado di rallentare rapidamente il battito cardiaco e di calmare conseguentemente lo stato di “overthinking”.

Trova il mantra più adatto a te

Alla fine della mia ultima relazione mi è capitato spesso di svegliarmi nel cuore della notte e di provare un senso di ansia e di incredulità, come se mi servisse del tempo per realizzare quanto fosse successo: come se il mio corpo, prima ancora della mia mente, avesse bisogno di registrare quanto accaduto.


Anche in questo caso la meditazione, e più nello specifico la recitazione di mantra, si è rivelata un’utilissima alleata.
Per quanto in ogni classe di yoga, apprezzi moltissimo la recitazione delle cascate di OM e dei mantra guidati dai miei insegnanti, ho sempre creduto che i mantra debbano essere personali e personalizzati.

L’elemento fondamentale è che qualunque mantra tu scelga, sia associato a una sensazione positiva. Sebbene il tuo primo desiderio sarà quello di rivolgere al tuo ex parole di rancore, rabbia o odio, per la sofferenza che ti sta provocando, si sa che la rabbia è un veleno che utilizziamo per punire gli altri ma che finiamo di somministrare a noi stessi!

Elabora quindi una sequenza che partendo da un “Io” esprima la tua intenzione e il tuo obiettivo ad esempio: “io ti lascio andare senza rancore” oppure “io ti allontano dai miei pensieri con pace e serenità”.
Con il tempo capirai quale sia la sequenza da ripetere mentalmente durante le fasi di risveglio improvviso, e i mantra stessi possono cambiare nei mesi evolvendosi come le nostre sensazioni durante l’elaborazione del lutto amoroso.

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Compila un quaderno della gratitudine

Capita spesso, dopo una rottura, di svegliarsi e di portare per prima cosa l’attenzione ai sentimenti tristi. Così facendo, in pochi secondi, proviamo una sensazione negativa che dal petto si diffonde a tutto il corpo e che è molto difficile “scrollarsi di dosso” nel corso della giornata.

Per contrastare questa tendenza (e seguendo il consiglio di My Veg Yoga n.d.r) ho iniziato a compilare ogni mattina il cosiddetto quaderno della gratitudine. Non occorre acquistare agende costose o diari all’ultimo grido a meno che non lo consideriate come un regalo da fare a voi stessi, ma è sufficiente raccogliere qualche pezzo di carta e riportarvi ogni giorno un pensiero per cui essere grati.

Lo si può essere per il gesto carino di un’amica, per la vicinanza della vostra famiglia o di persone che si sono dimostrate una rivelazione nei vostri momenti di difficoltà, o per una piccola soddisfazione lavorativa.
Compilare il quaderno della gratitudine è il miglior modo per concentrarvi su ciò che di buono c’è nella vostra vita.

Sii clemente con te stess* e coccolati

La fine di una relazione è un evento estremamente stressante per il fisico. Spesso oltre a perdere il sonno perdiamo l’appetito o trascorriamo le nostre giornate in preda all’ansia con i battiti del cuore accellerati. Per questa ragione ti consiglio di non richiedere al tuo corpo ulteriori sacrifici.

Praticare uno sport stancante può essere per molti un utile catalizzatore per scaricare le tensioni ma attenzione a non esagerare. Concentrati piuttosto sulle coccole: pratica uno yoga delicato, mantieni sempre caldo il tuo corpo e alla fine di qualsiasi sforzo concediti una tisana calda o un auto abbraccio: ringraziarci per lo sforzo profuso è il migliore toccasana.

Oltre a questi pochi consigli, che spero possano aiutarti a stare meglio e ad affrontare con più serenità il tuo momento difficile, sappi che molto spesso il processo del “lasciare andare” sarà molto poco lineare e molto complesso.

A tratti ti sentirai sopraffatt* e dopo i primi faticosissimi passi in avanti ti sembrerà di precipitare nuovamente in un baratro.
Ricorda però che ogni cosa che ti capiterà, anche la più dolorosa si rivelerà utile nel processo di guarigione.


Lo yoga ci insegna a restare sempre focalizzati sul presente ma, alla fine di una relazione, il regalo migliore che tu possa fare a te stess* è quello di guardare avanti e non voltarti mai indietro!
Buon viaggio… !

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