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L’arte di perdere

L’arte di perdere

  • Da queste riflessioni ho iniziato a chiedermi come mai, invece che studiare tutte le tecniche al mondo per capire come vincere, non ci dedichiamo piuttosto a imparare a perdere?
come imparare a perdere

Sono una persona competitiva e mi piace vincere.
Fino da quando ero bambina ho sempre affrontato qualsiasi sport e qualsiasi prova che si ponesse di traverso al mio cammino come una sfida; dalla gara di nuoto della piscina di quartiere, a cui partecipavo con lo stesso spirito di un atleta olimpico, all’esame a scuola che approcciavo scrivendo temi con la motivazione di un premio Nobel.

Mi piace vincere e non sono un’eccezione. La maggior parte di noi desidera avere successo, e basta fare un giro in libreria per rendersene conto. Sugli scaffali abbondano volumi sull’arte di eccellere, di superare le sfide più estreme, di avere successo sul lavoro, nello sport e in ogni ambito della nostra vita. Ricerchiamo ossessivamente la vittoria con la minima spesa e la massima resa, e sebbene siamo consapevoli che ottenerla richieda un sacrificio, facciamo di tutto per ottimizzare i nostri risultati faticando, però, il meno possibile.

Tutti vogliamo vincere ma quante volte lo facciamo davvero?

Ci sono momenti della nostra vita in cui ci sentiamo centrati e soddisfatti. Abbiamo ottenuto il lavoro che desideravamo e ci troviamo, magari, in una relazione appagante; con qualche difetto forse, ma che ci fa stare al sicuro. Ci sentiamo al nostro posto insomma. Ci sentiamo così tanto bene che dimentichiamo la fatica che abbiamo fatto per ottenere tutto ciò che abbiamo.

Proprio così, perché se è vero che tutti desideriamo la vittoria, è altrettanto vero che raggiungerla richiede una fatica enorme. Per ogni posto di lavoro che amiamo quanti colloqui andati male ci lasciamo alle spalle? Per ogni relazione amorosa appagante quanti appuntamenti noiosi o quante dolorose rotture abbiamo dovuto affrontare? Per ogni medaglia che conquistiamo nello sport quante volte ci siamo scontrati con la sconfitta?

Da queste riflessioni ho iniziato a chiedermi come mai, invece che studiare tutte le tecniche al mondo per capire come vincere, non ci dedichiamo piuttosto a imparare a perdere.

Fortunatamente non sono l’unica che si è posta questa domanda.

Failcon è una conferenza che si tiene ogni anno e il cui payoff recita: “Abbraccia i tuoi errori, costruisci il tuo successo”. E così ogni ottobre gli imprenditori che partecipano a Failcon raccontano le proprie storie vincenti che sono iniziate con un fallimento. 

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Ma non solo. Fuckup Knowledge (in precedenza The Failure Institute), è un’organizzazione che si pone come mission quella di condividere storie di insuccessi; partendo dal presupposto che le sconfitte sono un dato di fatto in qualsiasi storia aziendale e personale, Fuckup Knowledge organizza le Fuckup Nights in giro per il mondo per aiutare i partecipanti a imparare dai propri errori.

E non serve guardare troppo distante per trovare addirittura chi ha fatto del fallimento un vero e proprio business. La ricercatrice ed economista Francesca Corrado, ad esempio, dopo essere stata costretta ad affrontare in pochi mesi la fine di una relazione amorosa e la malattia del padre, ha deciso di fondare la prima Scuola di Fallimento al mondo.
Nei suoi corsi, Francesca, insegna con tecniche specifiche a “trasformare” le proprie esperienze negative e a non ripetere i propri errori.

È vero, le storie di insuccesso non si raccontano, non sono abbastanza avvincenti e motivanti e chi “perde” spesso finisce per essere considerato un fallito. Ma interrogandoci più profondamente siamo tutti in grado di raccontare quanto il momento più buio della nostra vita ci abbia dato la più grande lezione di vita e ci abbia aiutato a conoscere risorse interiori che neppure pensavamo di avere.

Ecco, credo che la vera lezione che ho imparato dai miei insuccessi sia che il vero “perdere” non avvenga nel momento in cui non si ottiene il proprio obiettivo bensì quando si rinuncia a raggiungerlo.
Perché per vincere bisogna perdere una, dieci, cento volte e tutti abbiamo perso almeno una volta nella vita.

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